White Dog Day alla Brasserie 4:20
Capita di trovarsi al tavolo con chi ha scelto di portare una tradizione dall'Inghilterra in Italia e ha scelto di farlo a modo suo, con un roster di birre che bene interpretano i canoni delle Ales d'oltremanica pur scaturendo dalla pietra della cantina di un antico casale nel modenese. Capita di provare 4 ales dal loro cask accompagnadole con pietanze ispirate alla Gran Bretagna e impreziosite dalle stesse ales, usate come ingrediente. Capita di poter discutere di birra, ma anche di tradizioni da preservare e creare con un birraio, un gestore appassionato e altri avventori altrettanto entusiasti.
Tutto questo capita, come è capitato a me lunedì scorso alla Brasserie 4:20 durante il “White Dog Day”, una serata dedicata alla degustazione delle creazioni di Steve Dawson, birraio inglese trapiantato con la sua famiglia in Emilia.
La serata prevede un “percorso degustativo” non scandito da una scaletta collettiva, ma che parte al momento del proprio arrivo al 4:20, dando ad ogni gruppo la possibilità di fare la propria “strada” accompagnati dalle birre della White Dog in un evento rilassato e “easy”. Il percorso parte dal miele della “White dog Yellow Fever”, una golden ale azzeccata che porta con se molte delle sensazioni tipiche di un estate inglese (mancava un po' di sabbia di Brighton...ma vabbè). Alla Yellow Fever accompagniamo tartine al salmone con burro alla stout che velocemente spariscono dai piatti.
Si prosegue con la White Dog Ipa, dalla luppolatura delicata e dal corpo assolutamente inglese; non si potrebbe chiedere di meglio davanti ad un piatto di ottimo fish & chips (l' Ipa è stata aggiunta con saggezza alla pastella). L'accoppiata genera sorrisi e poi silenzi in tutta la sala man mano che appare sui tavoli: le bocche sono impegnate. Tocca quindi alla piacevolissima Wagoner Porter dal marcato sentore di caffè, che accostiamo ad una golosa tagliata di pere con riduzione di Wagoner Porter: una buona idea per far mangiare la frutta ai nostri bambini! L'informalità della serata porta al chiacchiericcio, che a sua volta porta l'arsura della gola che porta alla birra successiva; un gioioso effetto domino che non può che concludersi a notte fonda. Concludiamo la serata con un accoppiata veramente degna di nota: Tall Dark Stranger Stout e Tiramisù alla Stout. La TDS Stout ci colpisce per la complessità del suo tostato liquerizioso e merita un bis. Il tiramisù esula dalla tradizione britannica ma è comunque un accostamento riuscito.
Prima del conto e dei saluti a tutti quelli che hanno partecipato viene chiesto quale sia stata la birra da loro più gradita per poi riceverne in regalo una bottiglia: un ottimo modo per avere un feedback dal consumatore e lasciargli un piacevole ricordo della serata.

