Birre sotto l'albero 2008
Eccoci qui, di nuovo operativi dopo il “ponte” dell’Immacolata, che per il sottoscritto è stato quasi totalmente monopolizzato da Birre sotto l’albero. Che dire, è stata una due-giorni bellissima, scandita da tante buone birre, ma soprattutto dalla compagnia degli amici e di nuove conoscenze. Via Benedetta a Trastevere è stata letteralmente invasa da una marea di appassionati e curiosi, che si è fusa con la solita, immensa folla del fine settimana. Ogni centimetro quadro del Ma che siete e del bir&fud è stato occupato da clienti assetati, registrando un’affluenza indescrivibile.
Passando al piatto forte dell’evento, bisogna dire che tutte le birre presenti alla spina hanno fatto la loro porca figura. La più attesa, la belga De Dolle, ha inizialmente un po’ deluso le aspettative, sebbene si sia presentata da subito come un prodotto eccellente. Il secondo giorno, invece, si è rivelata in tutta la sua maestosità, dimostrando di essere quel prodotto complesso e profondo che tutti abbiamo imparato a conoscere negli anni (almeno in quelli più fortunati). Le altre belghe hanno fatto un figurone: nonostante la Pere Noel fosse un po’ sottotono, le restanti hanno strabiliato tutti gli amanti delle birre natalizie. A parte i nomi noti, ho apprezzato molto la Tjeeses di Struise, un produttore che ultimamente mi stava lasciando un po’ perplesso.
Continuando con le produzioni straniere, la Paradox ha ancora una volta fatto invaghire di sè gli amanti delle birre particolari, imponendosi come perfetto anello di congiunzione tra birra e whisky. Meno apprezzabile ho invece trovato la natalizia della danese Beer Here: non me ne voglia Chris Andersen, ma questa Jule IPA richiede ancora un lungo perfezionamento. Niente di grave però, conoscendo l’abilità dell’ex-birraio della Olfabrikken e la giovinezza di questo suo nuovo progetto.
Passando alle italiane, erano tutte (o quasi) in grandissima forma. Su tutte ho gradito la Stella di Natale di Troll e la XTrem del BI-DU, mentre tra le “eccezioni” al carattere natalizio delle spine, la Mummia di Montegioco ha davvero sorpreso i presenti. Solita costanza di rendimento poi per Baladin (Noel), Birra del Borgo (25 dodici) e Ducato (Krampus).
Fantastici i due laboratori condotti da Kuaska, incentrati ognuno su 5 birre tra quelle presenti alla rassegna (più alcune sorprese), abbinate a grandi salumi e fantastici formaggi. Pubblico come sempre attento e partecipe e - dettaglio non da poco - composto da tanti neofiti. La partecipazione dei birrai ha inoltre rappresentato un valore aggiunto preziosissimo: impossibile non sottolineare l’importanza della presenza di Dano del Troll, Riccardo di Montegioco, Emanuele del Ducato, Gennaro di Amiata, Maurizio di Scarampola, nonché, ovviamente, Leonardo Di Vincenzo della Birra del Borgo (indimenticabile il suo aneddoto su De Dolle durante la degustazione domenicale).
Insomma una rassegna eccezionale, un fine settimana passato alla grande. Complimenti allo staff dei due locali, che hanno creato questo splendido evento e che hanno permesso agli appassionati, in un colpo solo, di assaggiare tante birre difficili da trovare alla spina. Ma la bellezza della manifestazione non si è certo esaurita con le birre: è l’atmosfera vissuta in questi due giorni a dare il senso della grandezza di Birre sotto l’albero. Al prossimo Natale…

